Villata, un Carnevale fantasmagorico

Il bilancio del Comitato organizzatore.
Villata, un Carnevale indimenticabile.
Soddisfazione per il Comitato Carnevalesco Villatese al termine del lungo periodo che ha visto impegnate la maschere e tutti i volontari. La chiusura è avvenuta domenica 18 febbraio con la partecipazione alla sfilata di Borgo Vercelli ma prima il calendario aveva offerto innumerevoli impegni. « Il bilancio delle nostre attività è sicuramente positivo, non ci interessa tanto l’aspetto economico – afferma Secondino Gamasco, segretario del Comitato – ma l’aspetto della comunicazione e del divertimento delle persone, in special modo dei bambini, dell’allegria, del saper portare alla gente felicità in alcuni passaggi della vita magari critici, riuscire a distogliere l’attenzione ai problemi di tutti i giorni con momenti di spensieratezza e di divertimento». Continua Gamasco: « Abbiamo realizzato le maglie che ci hanno contraddistinto alle varie serate alle quali abbiamo partecipato. Cosa molto importante, per la prima volta siamo riusciti ad organizzare, con le dovute autorizzazioni comunali relative alla sicurezza, la sfilata serale di presentazione dei carri per le vie di Villata, avvenuta in data il 9 febbraio. Infine abbiamo nuovamente richiesto la presenza nelle nostre feste del gruppo Unicef di Villata. La loro presenza ha permesso di raccogliere fondi con la vendita delle “Pigotte”, il cui ricavato sarà destinato ai bambini nel mondo. Siamo molto orgogliosi di questo progetto solidale». Il ringraziamento in questo caso viene esteso alle volontarie e alle maschere, Fasola e Bela Vilatina, per il loro operato.
Il grazie del Comitato.
«Gli altri grazie vanno alla Banda Musicale di Santa Cecilia; al parroco Don Rinaldo; alla Pro Loco, sempre collaborativa; ai volontari, alla Soms e agli sponsor, senza i quali non avremmo potuto vivere questi bellissimi giorni», chiude Gamasco. Per la cronaca i carri costruiti dai gruppi di Villata sono stati tre: “Villata Rock’n Roll” (Fulamà), “Villata’s Inferno” (Gruppo oratorio) e “Tu chiamale se vuoi emozioni…” (Gruppo Admo-Avis-Aido).






