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Scazzola: “Pro e Vercelli sempre nel mio cuore”

Lunedì torna al “Piola”.

VERCELLI – (a.b.) L’ultima volta che calpestò il sintetico del “Silvio Piola” fu l’11 ottobre 2015. Era la notte del derby con il Novara, perso dalla Pro (0-1), e il giorno dopo fu esonerato. Massimo Secondo in quell’occasione disse: «E’ una decisione che prendo con la morte nel cuore». A distanza di 1.156 giorni, lunedì sera (10 dicembre), Cristiano Scazzola farà ritorno in quello stadio che per quasi tre anni è stato il suo naturale palcoscenico. Emozioni, sensazioni, ricordi. Tutto si mescola quanto torni in un posto che hai amato, e che ti ha amato. Scazzola questo lo sa perfettamente. E’ uomo di calcio ma soprattutto è una persona per bene, che non ha mai fatto mancare professionalità e affetto (sincero) nei confronti della gloriosa maglia bianca. I tifosi, quelli che non si soffermano alle prime impressioni, nel corso della sua permanenza a Vercelli lo hanno sostenuto. Altri, quelli che, invece, non badano molto all’aspetto umano, non lo amavano alla follia. Per lui non è mai stato un problema, perché doveva fare l’allenatore, mica il sindaco. E, facendo il tecnico, doveva raggiungere dei risultati. Cosa che ha fatto: nella stagione 2013/2014 conquista la promozione del ritorno in serie B; in quella successiva porta la Pro a una salvezza abbastanza tranquilla (certamente la più tranquilla degli anni in cadette ria). Poi arriva il derby e l’avventura termina. Oggi Scazzola siede sulla panchina del Cuneo, probabilmente la sorpresa maggiore del campionato di serie C.

“Senza infortuni a Marchi e Ronaldo…”.

Nel corso della telefonata – intervista il tecnico ligure è simpatico, loquace ed educato come sempre. Parte dal ritorno a Vercelli: « Tornare a Vercelli sarà una emozione forte, fortissima. E’ la città nella quale ho vissuto, con la mia famiglia, per dieci anni e nulla potrà cancellare i ricordi che mi legano a questa gente e a questa società». I ricordi affiorano e il migliore, per Cristiano, è legato non (solo) alla promozione in B oppure alla salvezza, bensì ad altro: « Il ricordo più bello che mi porto dietro è la vittoria contro il Catania (7 settembre 2014, Pro Vercelli – Catania: 3-2; reti di Marchi, Belloni e Ronaldo; Pro in inferiorità numerica dal 30’ per l’espulsione di Cosenza – ndr). Arrivavamo dalla sconfitta di Avellino, avevamo costruito una squadra con tante scommesse eppure riuscimmo a giocare un match indimenticabile. Quello era un Catania appena retrocesso dalla serie A, infarcito di giocatori di spessore». Una pausa, un sospiro, per dire quello che finora non avevamo ancora sentito dire: « Quella stagione resterà, per me, difficile da dimenticare perché davvero fu importante. Per il gioco, per il gruppo, per tutto quello che riuscimmo a fare. Dirò di più: se non ci fossero stati gli infortuni a Ronaldo e Marchi, che per noi in quel momento erano giocatori fondamentali, quel campionato avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di speciale. Era una stagione di quelle che ti capitano poche altre volte: tutto girava giusto, avevamo scoperto giocatori che sino a quel momento erano praticamente sconosciuti, ne avevamo valorizzato altri, Marchi si era dimostrato giocatore di categoria. Insomma, tutto poteva essere davvero speciale, peccato per quegli infortuni che hanno cambiato la stagione». Insomma, Scazzola non lo dice mai ma il sogno serie A, secondo il tecnico di Loano, poteva davvero essere accarezzato.  

“Massimo Secondo, persona speciale”.

Resta, comunque, la soddisfazione per una salvezza bella, convincente e meritata: «Comunque quella salvezza resta una delle più grandi soddisfazioni della mia carriera, per come è arrivata e per come era stata costruita, anche nella stagione precedente, quella della promozione in serie B». Il discorso non può non andare al nome di Massimo Secondo, il “papà” calcistico di Scazzola, quello che lo ha voluto da giocatore (nella Pro Belvedere), lo ha lanciato da allenatore (nelle giovanili della Pro) e lo ha consacrato nel calcio che conta (da tecnico della prima squadra). «Massimo Secondo è una persona importante nella mia vita, non solo nella mia carriera. Con lui presidente ho chiuso da giocatore e iniziato quella da allenatore. Sempre con estrema libertà di scelta e con tanta fiducia nei miei confronti. Non posso che essere riconoscente a Secondo e a tutti quelli che con lui hanno costruito i questi anni il “miracolo” Pro Vercelli. La sua decisione di combattere il sistema? Non posso che essere d’accordo con lui. Basta guardare cosa sta accadendo ancora oggi: non sappiamo quante squadre vanno ai playoff o ai playout; ci sono squadre che non sanno quanti punti avranno in più o in meno; giochiamo tre partite a settimana. Guardi cosa è capitato a noi con la Virtus Entella (l’arbitro della gara, sig. Perenzoni di Rovereto, non ha espulso il giocatore del Cuneo Paoloni dopo le due ammonizioni comminategli (al 15’pt e 45’st) e gara da ripetere doopo essersi regolarmente conclusa in parità – ndr)? Le sembra possibile una cosa del genere? E’ paradossale quello che è successo…». 

“Pro tra le favorite per la B”.

Il suo Cuneo è una splendida realtà della serie C. Costruito con pochi mezzi finanziari, ha deciso di puntare sui giovani. Scazzola è stato scelto (anche) per questo: «Stiamo facendo bene, è vero. In estate quasi tutti ci davano per retrocessi o giù di lì, invece la società si è mossa bene sul mercato, prendendo giovani validi e di buona prospettiva. Loro, poi, ci hanno messo molto, lavorando bene, con serietà, anche perché Cuneo sotto questo punto di vista è il posto perfetto. Non ci sono pressioni, si può lavorare con tranquillità e i giovani hanno necessità di questo per crescere gradualmente. Abbiamo subito solo undici reti e potremmo essere, al netto dei punti che ci hanno tolto, quinti in classifica, però sappiamo che arriveranno momenti difficili, anche perché con i giovani funziona in questo modo. I periodi negativi fanno parte della crescita. Quello che vogliamo fare è conquistare quella salvezza che per questa società e per questa città sarebbe un grandissimo risultato. Siamo sulla strada giusta ma dobbiamo continuare così». Sulla strada dei biancorossi però arriva l’ostacolo Pro Vercelli, quello più difficile a livello emotivo per Scazzola, che afferma: «La partita di lunedì sera non è certo quella più facile per proseguire nella striscia positiva perché affronteremo una Pro Vercelli in salute e vogliosa di fare bene, però noi ci proveremo. Insieme a Novara, Virtus Entella e Piacenza, la Pro è quella che ha qualcosa in più rispetto alla concorrenza. Sì, credo che possa essere tra le grandi favorite per la promozione in serie B, anche perché ha una società seria alle spalle, composta da un gruppo che lavora insieme da anni, e perché è una piazza storica, vogliosa di tornare dove è stata negli ultimi quattro anni».

“Spero di aver lasciato un bel ricordo”. 

Quando gli domandiamo se si sente parte integrante della fiaba ultracentenaria delle bianche casacche, lui torna a essere quello che la maggior parte dei tifosi hanno conosciuto durante la sua permanenza a Vercelli: timido e riservato. «Io nella storia della Pro? Modestia a parte, credo di essermi ritagliato, nel mio piccolo, un minimo spazio nel cuore dei tifosi e della città: la promozione in serie B, la salvezza anticipata, tanti giocatori scoperti o rivalorizzati, un buon feeling con la tifoseria. Insomma, Vercelli e la Pro sono una fetta del mio cuore. Mi auguro di aver lasciato un buon ricordo». Su questo non abbiamo dubbi. Cristiano, Eliana e Virginia, la piccola – grande eroina dei famiglia Scazzola, sono entrati in punta di piedi nel cuore di Vercelli e in modo identico se ne sono andati. Non è mai stato un vero e proprio addio. Lunedì sera, ne siamo certi, ne avranno al conferma… 

Andrea Borasio

08/12/2018 – 23.17

I numeri con la Pro.

Cristiano Scazzola con la Pro Vercelli ha collezionato 89 panchine, tra Lega Pro e serie B (38 in Lega Pro e 51 in B), vincendo 32 partite, pareggiandone 31 e perdendone 26. Ha poi allenato Siena, Casertana e attualmente il Cuneo.  

 

Andrea Borasio

Nato nel 1967 a Vercelli, ha collaborato con il bisettimanale "La Sesia", con il mensile "La Grinta", con il quotidiano "La Provincia" e, prima di essere Responsabile Editoriale di "Vercelli Notizie", con il settimanale "Notizia Oggi Vercelli" in qualità di redattore. E' stato anche addetto stampa di diverse società sportive vercellesi. Autore del libro "Le risaie in discesa - I vercellesi sugli sci".

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