Consiglio comunale inizia “grazie” a Cannata e senza Sindaco

Il tanto criticato consigliere “decisivo” per il numero legale
Vercelli (27/11/2019 – 17,16) – A qualcuno, magari non abituato a seguire i consigli comunali, potrebbe essere sfuggito ma se la riunione consigliare di oggi (mercoledì 27 novembre) si è potuta aprire lo si deve al tanto criticato e messo alla gogna Giuseppe Cannata. La sua presenza sulle sedie della maggioranza è infatti coincisa con il 17° elemento utile per poter avviare i lavori. Incredibile ma vero il fatto che il centrodestra, che scaricò Cannata pubblicamente (dal presidente del consiglio comunale all’onorevole valsesiano sino al Sindaco) dopo il suo tristemente famoso post omofobo, si sia dovuto aggrappare al medico vercellese per poter iniziare i lavori consigliari.
Altro evento da collegare è quello dell’assenza del sindaco Andrea Corsaro per circa 50 minuti in consiglio. Ora, il punto non è il suo voto, che secondo il regolamento attuale non vale per determinare valida la seduta, ma il fatto che la “spalmatura” del consiglio (oggi, mercoledì 27, e domani, giovedì 28 novembre) sia stata adottata proprio per la sua assenza mattutina. Alla luce di questo ci si attendeva quantomeno la puntualità, cosa che, invece, non è avvenuta. Per sgomberare eventuali dubbi ricordiamo che fu proprio il presidente del consiglio, Gian Carlo Locarni, a dichiarare che il «consiglio comunale viene fatto esclusivamente alla presenza del Sindaco».
Insomma, se sono migliorati i comportamenti in aula (non abbiamo visto assessori mangiucchiare chewi gum a bocca aperta e nemmeno gente girare come trottole per la sala consigliare), c’è da rimarcare il fatto che la maggioranza si sia aggrappata a Cannata per poter dare il via al consiglio. Una cosa che fino a qualche settimana fa era assolutamente impensabile. Ora, forse, si capisce la decisione di non “spingere” per le sue dimissioni. Potrebbe essere il “jolly” della situazione. Oggi e magari anche domani.
E cosa dire di alcune decisioni adottate oggi? Quella della piscina di via Baratto, ad esempio. Come ha giustamente sottolineato il consigliere del PD Michele Cressano la giunta ha, di fatto, accolto il progetto che era stato approvato da Maura Forte e compagni. Il Sindaco ha affermato che era impensabile rescindere il contratto perché sarebbe costato troppo (le penali, insomma, avrebbero inciso parecchio). Esiste comunque un decreto legislativo che lo avrebbe permesso. Se la maggioranza avesse voluto proporre un nuovo e innovativo progetto lo avrebbe, insomma, potuto fare. Non lo ha fatto.



