Attualità Cronaca

“A Vercelli i reperti archeologici distrutti da cemento e politica”

Nota dell’Associazione Vercellae

Vercelli (17/01/2020 – 20,48) – Riceviamo e pubblichiamo

Parrebbe un percorso edilizio e non un percorso archeologico…! Vercelli, città d’arte? Potrebbe esserlo, ma il cemento, preferito dai politici, copre e distrugge. Recentemente è stato annunciato sui giornali che sarebbe stato realizzato un “percorso archeologico” per i turisti che volessero visitare i siti archeologici scoperti, negli anni passati, dal “Centro Studi Vercellae” e dai fratelli Daniele e Dario Gaviglio. Il sito archeologico di Via Derna (opificio romano) venne scoperto dai Gaviglio nel 1969-70 con l’invio di una comunicazione agli organi di tutela. Nella precedente giunta Corsaro, degli anni 2006-9, si annunciò il ritrovamento dei resti romani dell’opificio, ignorando che la scoperta era avvenuta più di 30 anni addietro. Anche nel 2019, sul giornale “La Stampa”, è stato continuamente dichiarato che il ritrovamento avvenne negli anni 2000, perché? Nel mese di dicembre 2019 è stato inaugurato, in Via Derna, un posteggio auto al posto del sito archeologico dell’opificio, non più esistente. I vercellesi preferiscono l’asfalto a un sito archeologico che poteva essere oggetto di visita di turisti, portanti benefici commerciali a negozi e alberghi? Perché a Vercelli non si dice nulla e si preferisce cancellare una testimonianza storica? La Legge dovrebbe punire chi rimuove le testimonianze archeologiche? Nelle altre città un sito archeologico è protetto con lastre di vetro e illuminazione; a Vercelli si preferisce distruggere, coprire, asportare, gettare alla discarica, ecc. Un bel modo di comportarsi nei riguardi dei valori scientifici, culturali, artistici. In Via Giovenone, angolo Via Emiliano della Motta, è stato costruito un palazzo moderno abusivo (dichiarato tale dal Tribunale di Vercelli il 22.01.2019) al posto di un edificio antico del XV-XVI secolo, demolito. Il palazzo moderno è stato inaugurato dalle autorità, come recentemente è avvenuta l’inaugurazione del posteggio auto collocato al posto dell’opificio romano cancellato. Invece di inaugurare i siti archeologici festeggiano le demolizioni dell’antico e le costruzioni moderne. Attualmente, viene dichiarato dagli esponenti del Comune che le mura romane dell’opificio sono state coperte e sotterrate; non è vero, perché la maggioranza delle murature antiche sono state divelte e gettate. Nell’articolo del 24.12.2019, apparso sul giornale “La Stampa”, gli stessi incaricati del Comune di Vercelli hanno dichiarato: “Abbiamo acquisito conoscenze storiche, questo è importante, non tanto il manufatto in sé “. Noi, sconcertati, affermiamo che qualsiasi testimonianza archeologica del passato va’ conservata per poter essere vista e studiata nei prossimi secoli, da persone più intelligenti. Inoltre, la Legge impone che il “manufatto archeologico” non deve essere distrutto o asportato. Concludendo, possiamo rilevare la cancellazione di un sito archeologico che poteva divenire oggetto di visita di appassionati e turisti, producendo introiti economici con la vendita di biglietti o con l’installazione di un video-audio che spiegava la storia del sito dell’opificio. Invece, sono stati spesi tanti soldi per fare un palazzetto dello sport non realizzato, per compiere uno scavo archeologico non soddisfacente, e fare pochi posteggi auto. I vercellesi sono contenti che i soldi delle loro tasse sono stati utilizzati in questo modo? E’ un percorso di denari e non un percorso archeologico? Vogliono continuare a dire cose non corrispondenti a verità? Vorranno fare allo stesso modo anche per l’anfiteatro romano? Volete distruggere la città antica? (Vercelli 17.01.2020 – La Direzione: Dario Gaviglio, Patriza Perazzo, Gian Franco Ricolfi)

Andrea Borasio

Nato nel 1967 a Vercelli, ha collaborato con il bisettimanale "La Sesia", con il mensile "La Grinta", con il quotidiano "La Provincia" e, prima di essere Responsabile Editoriale di "Vercelli Notizie", con il settimanale "Notizia Oggi Vercelli" in qualità di redattore. E' stato anche addetto stampa di diverse società sportive vercellesi. Autore del libro "Le risaie in discesa - I vercellesi sugli sci".

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