D’Acierno si dimette da consigliere: c’è malumore in maggioranza?

Fu uno dei più votati nel Carroccio
Vercelli (14/04/2020 – 22,24) – Non possiamo certamente parlare di terremoto politico ma di qualche scricchiolio, questo sì. La maggioranza del consiglio comunale di Vercelli perde un elemento “storico” della Lega. Francesco D’Acierno si infatti dimesso dalla sua carica di consigliere. La lettera di dimissioni (protocollo n. 13.400) è stata depositata lo scorso 2 marzo. Le voci di una sua possibile uscita dagli scranni della sala consigliare si erano rincorse per settimane, appannate dal silenzio tombale del Comune che non ha mai comunicato nulla. Sul sito istituzionale comunale la notizia delle dimissioni di D’Acierno è stata messa in ritardo e alla data attuale è già scomparsa. Basta andare sula pagina dedicata a giunta e consiglieri per accorgersi che il nome è già stato “bannato”.
Abbiamo raggiunto telefonicamente D’Acierno oggi pomeriggio (martedì 14 aprile) per avere la conferma ufficiale della sue dimissioni. «E’ assolutamente vero che mi sono dimesso – afferma D’Acierno – Per quale motivazione? Fondamentalmente perché sono uomo libero. Comunque non è il momento per fare polemiche. Auguro a chi mi sostituirà le migliori fortune e ai miei ormai ex colleghi di consiglio un buon lavoro».

D’Acierno, volto storico della Lega della “prima ora”, amico fraterno di Gianpiero Borzoni, ex consigliere cittadino del Carroccio e per un lunghissimo periodo “anima” della Lega vercellese, era stato eletto in consiglio comunale, nella tornata dello scorso giugno, raccogliendo 67 preferenze. Uno dei più votati nella Lega. Alle sue spalle, per fare qualche esempio, tra i leghisti, Patrizia Evaneglisti (64 voti – poi diventata assessore), Margherita Candeli (50), Martina Locca (58). Il posto lasciato libero da D’Acierno verrà occupato da Alberto Pipitone (42 preferenze).
Alcuni mesi fa (gennaio 2020) fu Pier Carla Camoriano, ex sindaco di Crova, a dimettersi. In quell’occasione, però, la motivazione fu la “promozione” all’interno del CdA di Atp. Quelle di D’Acierno paiono, invece, dimissioni dettate da malumore politico. Da più fonti arrivano infatti, da settimane, voci che sembrerebbero mettere in risalto “scricchiolii” vari in maggioranza, soprattutto tra le fila della Lega, divisa tra quella “moderna” (rivoluzionata e guidata dal deputato valsesiano Paolo Tiramani) e quella “storica” (quasi azzerata in quanto a incarichi vari e messa in disparte, sempre dal “Richelieu” di Borgosesia, in merito alle decisioni che contano). (a.b.)



