Baci, abbracci, assembramenti, poche mascherine: movida vercellese bocciata! – FOTOGALLERY

Nostro reportage: “Sembrava un sabato qualunque…”
Vercelli (24/05/2020 – 12,20) – «Siamo stati chiusi in casa così a lungo che mi sembra passato un secolo dall’ultimo sabato sera trascorso con i miei amici», queste le parole di una giovane ragazza che incontriamo seduta a un tavolino di un bar di piazza Massimo D’Azeglio. Questa, difatti, è la prima sera (sabato 23 maggio) in cui è consentito ai gestori dei bar di fare servizio al tavolo e ai dehors, tenendo i locali aperti fino all’una.
“Avevamo bisogno di normalità”
«Avevamo bisogno di un ritaglio di normalità», continua uno degli amici appartenenti al piccolo gruppo. A ben guardare, questo non differisce per partecipazione cittadina ad un qualsiasi sabato sera pre-lockdown: moltissimi i ragazzi che hanno deciso di uscire per le vie del centro, di cui svariati tra loro risultano privi di mascherina oppure indossandola in modo scorretto.
Baci, abbracci, assembramenti, niente mascherine…
Decidiamo di fare un giro delle vie cittadine, tipicamente ascritte ad aree di movida, e subito ci rendiamo conto dell’alta concentrazione in piazza Cavour: gruppi più o meno nutriti di persone, assembrati fuori ed attorno ai locali che, potendo servire pochi clienti per volta nel rispetto del decreto vigente, contribuiscono alla formazione di lunghe code ed assembramenti nelle aree esterne. Il clima che si respira è ben lontano dallo spaventato silenzio assertivo di marzo: vediamo persone che si abbracciano e si baciano, comprensibilmente felici di questa ritrovata libertà sociale.
I baristi: “Facciamo il possibile ma fuori dal locale…”
«Noi ci stiamo impegnando per garantire il rispetto delle norme all’interno dei confini del nostro locale», ci dice la titolare del caffè Illusion, «ma quello che i clienti fanno una volta usciti, sfugge al nostro controllo. Siamo i primi a temere una nuova chiusura: per quanto comprendiamo l’entusiasmo del ritrovarsi dei ragazzi, ci auguriamo che mettano buonsenso nelle loro azioni: questo modo di lavorare non piace neanche a me, ma è comunque meglio che restare chiusi».
Insomma, per quanto sia bello poter finalmente gustare un cocktail in compagnia dei nostri amici all’aria aperta, non dobbiamo scordarci di essere ancora in piena emergenza sanitaria, cosa che pare essere sfuggita di mente a troppe persone in questo primo sabato sera di riapertura. (Diana Rigolino – ©VercelliNotizie)



