“Pozzolo, hai scritto una stronzata: mi vergogno di vederti in Comune”

Federico Bodo, coordinatore di +Europa, “commenta” il post dell’assessore sulle donne
VERCELLI (10/03/2021 – 20.42) – Il post che l’assessore Emanuele Pozzolo ha “dedicato” alle donne, spacciandolo, successivamente, come una innocente battuta di (brutto) spirito, ha scatenato reazioni di ogni tipo. Non solo quelle, assolutamente giustificate, di moltissime vercellesi, ma anche quelle del mondo politico.
A stretto giro di posta è arrivata ieri, martedì 9 marzo, la nota di biasimo da parte dei sindacati, mentre oggi è stata +Europa a stigmatizzare l’operato dell’assessore “degli anelli”. «Assessore! Siamo alle solite: Lei che utilizza il suo prezioso tempo libero per scrivere battute di dubbio gusto, contro chi conosce la storia della Giornata internazionale della Donna e la ricorda. Non la festeggia. Perché da festeggiare non c’è nulla Assessore: non il tasso di disoccupazione femminile che sfiora il 60%, non le 12 donne che sono morte dal 1 gennaio, non lo stipendio sempre inferiore a quello di un uomo. Nulla di tutto ciò ci fa pensare che l’8 marzo sia una “Fiesta” della Donna. Aspettiamo le sue scuse. O, almeno, ci auguriamo che le rivolga alle Donne della sua vita», queste le parole del partito.
Altri partiti sono restati zitti, senza reagire e senza proferire parola. Chi, invece, ha voluto tornare, a livello personale, sulla vicenda, è stato Federico Bodo, coordinatore di +Europa e “signore” della politica. Bodo ha scritto una lunga lettera aperta a Pozzolo. La riportiamo testualmente: «Caro Assessore, Caro Emanuele Pozzolo, In più di un’occasione negli ultimi due anni mi sono trattenuto, in virtù del rispetto per l’Istituzione che rappresenti in primis, e di te come persona e persona politica, dal commentare le tue uscite pubbliche social. Sarà che non amo questo mezzo, preferisco il confronto di persona, in pubblico o privato che sia. Certo è che se postuliamo, e ormai non possiamo più esimerci dal farlo, che la piazza social sia una vera piazza, talvolta amplificata, nella quale ognuno urla e sbraita le sue ragioni, forse l’Istituzione dovrebbe evitare di utilizzare gli stessi toni del Comune cittadino. Sicuramente mi aspetto che chi si definisce reazionario, sia in grado di scindere il piano personale da quello istituzionale, e allo stesso modo comprendere come su una piattaforma come questa i due piani DEVONO essere scissi, in modo tale che gli amici possano continuare a sapere cosa pensi del mondo ed in particolare delle donne, ma che tu non venga associato all’istituzione nel momento in cui insulti un centennio di battaglie di genere, sennò la pubblica rivolta e il pubblico sdegno sono assicurati. Ma forse è il tuo obiettivo. Non mi astengo questo volta. Ciò che hai espresso mi fa vergognare di averti nella Giunta del mio Comune, istituzione che rispetto più di me stesso. Non dire che ciò che hai scritto mi fa schifo mi esporrebbe al giudizio e lo sdegno a mia volta da parte della mia famiglia, dei miei(seppur pochi) elettori, di tutte le donne della mia vita. Questa volta no, caro Emanuele, hai scritto una stronzata. Reazionario nella vita privata, nella tua vita pubblica ti consiglio di prendere posizione con serietà: se hai qualcosa contro le “femmine” e la loro posizione sociale dillo chiaro, non scherzare. Con mutata stima». Gioco, partita, incontro….
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