L’ambiente non conta nulla: consiglio straordinario bocciato dalla maggioranza

La richiesta cade nel vuoto – Se ne discuterà in tarda serata, il 26 luglio, nel corso di un consiglio “normale”
VERCELLI (15.07.2021 – 21.59) – La richiesta della minoranza di un nuovo consiglio straordinario sul tema dell’utilizzo dei diserbanti è stata bocciata dalla maggioranza nel corso della riunione dei capigruppo, svoltasi oggi, giovedì 15 luglio. Un fatto clamoroso per certi versi e scontato per altri. Clamoroso in quanto non si è mai vista un’Amministrazione comunale non voler discutere un importante tema ambientale che riguarda tutta la cittadinanza. Scontato perché questa Amministrazione ci ha ormai abituati a decidere da sola, scartando a prescindere qualsiasi proposta arrivi da un gruppo di opposizione.
Furioso è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Michelangelo Catricalà, primo firmatario della richiesta nonché fautore anche dei due precedenti consigli comunali straordinari sul tema ambientale. «E’ veramente grave quello che è successo oggi pomeriggio – afferma Catricalà – Bocciare la richiesta è stato uno schiaffo non solo alla minoranza ma soprattutto alla città, ai vercellesi. Si poteva tranquillamente fare come si è fatto in più di una occasione: prima il consiglio straordinario e a seguire quello ordinario. Invece non solo è stata bocciata la richiesta ma la discussione è stata inserita quasi in fondo all’ordine del giorno, che prevede undici punti. Ciò significa che ne discuteremo probabilmente alle 23, alle 24. E’ uno scandalo, anche, lo ripeto, nei confronti dei vercellesi che magari volevano ascoltare la discussione in orari, per così dire, normali».
Il capogruppo della Lega, Romano Lavarino, avrebbe giustificato il No del suo gruppo a un nuovo consiglio straordinario con la motivazione che sarebbe risultato inutile discutere, in un apposito consiglio, una cosa che è già stata ampiamente trattata in precedenza. Peccato che l’ultima richiesta, quella bocciata oggi, non trattava il piano dei fitofarmaci utilizzati nella gestione del verde pubblico, bensì il fatto di adottare in toto la mozione regionale. Due temi, dunque, diversi che mettono con le spalle al muro Lavarino, la Lega e gli altri partiti di maggioranza.
Sulla stessa lunghezza d’onda di Catricalà anche il capogruppo del Partito Democratico, Alberto Fragapane. «Quanto accaduto oggi è mortificante rispetto a quello che è uno dei pochi strumenti che la minoranza ha per porre attenzione verso tematiche che ritiene importanti – dichiara Fragapane – Abbiamo provato a venire incontro alle esigenze dell’Amministrazione e degli uffici proponendo soluzioni alternative, ma la volontà era di fatto quella di discutere la mozione sugli erbicidi in tarda serata “a fari spenti” e di mandare alla minoranza un messaggio: i vostri consigli straordinari non servono a nulla. Un brutto precedente per tutto il consiglio».
Su quanto accaduto abbiamo sentito anche il presidente del consiglio comunale, Gian Carlo Locarni, sempre disponibile (l’unico di tutta la maggioranza, a dirla tutta) nel rispondere alle nostre domande. Afferma Locarni: «Ho proposto alla conferenza dei capigruppo, per efficienza ed efficacia, una soluzione che poteva mettere d’accordo tutti. Per legge entro la fine di luglio andava convocato un consiglio per gli equilibri di bilancio. Stante una richiesta di convocazione che di fatto accorciava i tempi di stesura delle parti burocratiche di cui la pubblica amministrazione deve necessariamente tenere conto, ho pensato di trovare una data che accomunasse il tutto. Convocazione che rispetta tutti i crismi di legge, pur rispettando le opinioni di tutti e dopo aver sentito i capigruppo e domandato loro cosa ne pensassero, ho convocato il consiglio. Ci tengo nel sottolineare che oggi, come tutti le altre convocazioni di questi due anni in cui ho l’onere e l’onore di presiedere l’assemblea, sebbene il regolamento dica “il presidente sentiti i capigruppo convoca….”, ho concertato con la conferenza capigruppo le decisioni e non ho mai, e ripeto mai, avocato a me la decisione. Ribadisco, nonostante il regolamento mi dia tale scelta. Capisco che qualcuno possa non essere d’accordo ma abbiamo la fortuna di essere nati e cresciuti in un paese democratico, grazie ai nostri padri ed ai nostri nonni, e la democrazia porta che una maggioranza abbia diritto e dovere di decidere e ha deciso che la mia proposta fosse legittimamente percorribile, seppur con qualche modifica che ho accettato ben volentieri». Di difficile, se non impossibile, interpretazione la lettura di Locarni.
Resta incontrovertibile un fatto: questa Amministrazione non vuole discutere determinati temi (o lo vuole fare a notte fonda, quando i vercellesi dormono) e fa spallucce a qualsiasi proposta arrivi dalla minoranza. Come quei bambini (viziati) che essendo proprietari del pallone con il quale giocano con altri amici, quando sono stufi decidono di metterselo sotto braccio e mandare tutti a casa. La differenza è che in consiglio comunale, a Vercelli, quel pallone manco è stato portato e che forse gli invitati (le opposizioni) farebbero meglio manco a presentarsi alle prossime feste (consigli comunali). Tanto non cambierebbe, purtroppo, nulla.
(A.B.) – ©RIPRODUZIONE RISERVATA



