“Il ritorno degli alunni in presenza è fallito prima di iniziare”

Lo afferma il leader di Anief , l’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori
VERCELLI (24.09.2021 – 14.07) – Per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi docenti e studenti in quarantena sono “pochissimi”, ma i (primi) numeri lo smentiscono. Ed è scritto su quasi tutti i quotidiani nazionali. Le situazioni dei contagi in diverse regioni italiane non sono positive. E’ passata solo una settimana e il dato, rispetto all’anno scorso, è in aumento (erano 400 nello stesso periodo). “È lecito, dunque, pensare che si viaggi attorno alle 800 quarantene in tutta Italia”, dice Orizzonte Scuola.
«A pochissimi giorni dall’avvio dell’anno scolastico – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si può dire con certezza che l’impegno preso dal Governo e dall’amministrazione scolastica centrale di far tornare tutti gli alunni in presenza e dire addio alla didattica a distanza è fallito prima di essere messo alla prova. Abbiamo già migliaia di alunni e studenti in quarantena e la stagione autunnale, con i primi freddi, che porterà i pericoli di contagio maggiori, deve ancora arrivare. Noi lo diciamo, inascoltati, da mesi: si doveva agire sul distanziamento, facendo di tutto per tenere lontani gli alunni, riducendone quindi il numero per classe, aumentando la capienza delle aule e mettendo a disposizione delle scuole più personale. Non è stato fatto, si è puntato tutto sul Green Pass, pensando, a torto, che fosse la panacea di tutti i mali e che sarebbe bastato a proteggere dai contagi. A questo punto, considerando che non vi sono più i tempi per agire, speriamo che almeno chi governa la scuola si decida ad indirizzare su queste necessità i finanziamenti del Recovery Plan che si appresta a mandarci l’Unione europea. In caso contrario – conclude Pacifico – il fallimento sarà completo, anche per il futuro».
Iniziano, comunque, a esserci dubbi nell’opinion pubblica circa il numero delle classi in quarantena. Non esistono, al momento, dati ufficiali. Ci si deve affidare ai report regionali. In Piemonte, ad esempio, la Regione ha comunicato che sono 74 le classi in quarantena, quattro delle quali nel Vercellese. Secondo Anief questi dati non sono altro che la conseguenza degli assembramenti che si verificano soprattutto all’esterno delle scuole, senza dimenticare quando accade nelle cosiddette “classi pollaio”.
Uno studio ha evidenziato che 450mila studenti sono suddivisi in 17mila classi in gruppi superiori alle 25 unità, a fronte di 366mila aule. «Invece di affrontare il problema, però, il ministero dell’Istruzione cosa fa? Si preoccupa delle classi con meno di 15 alunni: quelle che, secondo i più autorevoli studi pedagogici e anche in base alle norme vigenti sulla sicurezza per l’incolumità delle persone e per la tutela della salute, dovrebbero essere la norma. Le verità» – incalza il leader Anief Marcello Pacifico – «è che bisognava intervenire sul numero degli alunni per classe, dimezzandolo, e allargare gli spazi, considerano che in media abbiamo aule da 35 metri quadrati. Concentrarsi sul Green Pass illegittimo è stato un errore grave. Speriamo ora nel Recovery Plan: c’è bisogno di lavorare sulle classi, sulla cancellazione del il DM del 18.12.1975, sull’incremento delle strutture e degli organici».
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