Polo nucleare a Trino: l’idea del Sindaco incassa un nuovo No

Questa volta è della Pastorale Sociale dell’Arcidiocesi di Vercelli
VERCELLI (11.01.2024 – 15.33) – Si allunga ulteriormente la lista di quelli che non accettano una possibile autocandidatura di Trino, come pare voglia il sindaco Daniele Pane, come sede del Deposito Unico Nazionale dei rifiuti radioattivi. Dopo varie associazioni, Legambiente, Pro Natura, molti comuni, il consiglio comunale di Vercelli, nonché il Comitato TriNo, ecco arrivare, il No della Pastorale Sociale e Salvaguardia del Creato dell’Arcidiocesi di Vercelli.
In una nota ufficiale si legge: “L’emergenza dello smaltimento dei rifiuti nucleari è diventata, in questi giorni, di stringente attualità. Già a seguito della conversione del decreto Scanzano del 2003, si auspicava la necessità di individuare, in tempi brevi, l’area sulla quale costruire il deposito nazionale di rifiuti radioattivi. Avevamo quindi accolto, con favore, la pubblicazione della CNAI (Cartina Nazionale Aree Idonee) che, in base ai 15 criteri di esclusione e ai 13 criteri di approfondimento previsti dall’ISPRA (oggi ISIN), in linea con gli standard della IAEA (International Atomic Energy Agency), aveva individuato 51 comuni idonei ad ospitare il deposito. Pareva evidente che, con questo atto, si avviasse finalmente un percorso che, dopo il doveroso confronto con i territori giudicati idonei, giungesse ad una conclusione seria e scientificamente fondata per l’individuazione del sito di stoccaggio in piena sicurezza per la salute delle popolazioni e la salvaguardia dell’ambiente. La possibilità di auto candidature, aperta anche ai territori già esclusi dalla CNAI perché ritenuti non idonei, introdotta in modo inaspettato e poco comprensibile dall’attuale Governo nel dicembre 2023, complica ulteriormente un percorso già di per sé non semplice. Riteniamo pertanto che l’individuazione definitiva del sito prosegua esclusivamente sulla base dei criteri scientifici sino ad ora adottati, ritenendo che non siano, invece, da perseguire decisioni che rispondano a logiche diverse”.
Il documento è firmato da Marina Rasore (Direttore della Pastorale) e da don Davide Besseghini (Vicario Episcopale).



