Cronaca Trino

Deposito scorie: raffica di critiche ma Pane incassa gli applausi di Calenda

Una vicenda che pare solo all’inizio

VERCELLI (16.01.2024 – 22.59) – La decisione di autocandidare Trino come possibile sede del Deposito Nazionale Unico dei rifiuti radioattivi – approvata dalla maggioranza del consiglio comunale pochi giorni fa – continua a far discutere. Una vicenda che, stando alle dichiarazioni che arrivano, pare essere solamente all’inizio.


PANE, UN UOMO SOLO AL COMANDO?

Daniele Pane, primo cittadino di Trino, è stato e continua a essere (per dirla come fece il radiocronista Ferretti nel 1949, narrando una mitica vittoria di Fausto Coppi) “un uomo solo al comando”. Che poi proprio solo non lo è, a dirla tutta. Perché i suoi assessori e i suoi consiglieri comunali hanno votato, in assoluto silenzio-assenso, Si alla famosa pec inviata a Roma. Il territorio e la politica locale non hanno gradito l’autocandidatura. E non lo hanno mandato a dire. Nelle ultime ore, ad esempio, sono arrivate le contrarietà del Comune di Borgo d’Ale, del Movimento 5 Stelle provinciale, del consigliere comunale di Vercelli (ma residente a Trino) Paolo Campominosi.


IL NO DI BORGO D’ALE

L’amministrazione comunale di Borgo d’Ale ha messo nero su bianco il suo disappunto: “Con questa nota sintetica, alla quale seguirà una formale presa di posizione con apposito atto dell’Amministrazione (come in precedenza già fatto avverso la realizzazione del “termovalorizzatore” nel Comune di Cavaglià), il Comune di Borgo d’Ale avendo ben altri obiettivi, per voce dell’Amministrazione Comunale, rende nota la propria posizione di contrarietà (allineandosi a quanto fatto già da altri Comuni ed Enti) alla realizzazione del “Deposito Nazionale delle Scorie e Rifiuti Nucleari” presso il Comune di Trino (VC) e che il Comune stesso, ieri (12 gennaio 2024), ha deliberato e richiesto in autocandidatura. La decisione del Comune di Trino non coinvolge solamente se stesso, bensì un vasto territorio del circondario (provinciale ed extra provinciale) costituito da molti altri Comuni tra i quali Borgo d’Ale che si trova a pochi chilometri di distanza e che, purtroppo, è già coinvolto negativamente – facendone parte – nella “martoriata” area di discariche “Valledora”.


IL NO DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Daniele Cappa, coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle, ha invece dichiarato: «Ho avuto il grande piacere di essere presente alla presentazione della nascita del comitato.  A nome del M5S come coordinatore provinciale, sentito il regionale e nazionale, ho dato pieno appoggio al comitato. Senza riserve. La questione è molto semplice e chiara. Fare il deposito in Trino è da dementi. Anche una nutria comprenderebbe che in un’area alluvionabile non è il caso. E la legge fatta appositamente per raggirare tutte le perizie scientifiche è un idiozia. Ovviamente questo governo la sa più lunga degli scienziati.  Orbene, alla luce dei fatti, il sito più appetibile è nell’Alessandrino; anche lì bisogna metterci alcune riserve giustificate dalla conformazione dell’area. Per mettere a cuccia chi crede di speculare sul deposito è sufficiente che lo Stato non dia gli indennizzi. Se il deposito è sicuro, perché mai chi lo ospita deve percepire una montagna di milioni? È sicuro…. anzi, porta lavoro e risorse strutturali.  Lo Stato giustamente deve finanziare le infrastrutture ma niente più.  Intanto è sicuro.  Sono certo che, ci sarebbe un fuggi fuggi dei vari Pane».


CAMPOMINOSI: “IMBROGLIO AI DANNI DEGLI ELETTORI”

Durissima la presa di posizione di Campominosi, consigliere comunale a Vercelli nel gruppo di minoranza “Voltiamo Pagina” ma che a Trino ci vive: «Quello che sta succedendo a Trino è uno dei più grossi imbrogli mai perpetrato a danno degli elettori. Un sindaco, Daniele Pane, e una giunta (Roberto Gualino, Alberto Mocca, tra gli altri), si sono fatti eleggere 7 mesi fa (7 mesi!!!) senza inserire nel programma elettorale una riga sul deposito nazionale, e oggi hanno votato all’unanimità per l’autocandidatura. Come mai non l’avete detto in fase di campagna elettorale? Se il governo ci darà la possibilità la nostra intenzione è quella di portare avanti questo progetto. Sarebbe stato più onesto. Certo, ci sarebbe stato il rischio di non essere eletti, ma in caso di successo sareste stati legittimati dal voto. Così ci avete preso in giro, ci avete ingannati, ci avete imbrogliato. È probabile che il deposito a Trino non si farà mai, ma la presa in giro rimane, e a chi crede ancora nella politica fa parecchio male».


CALENDA INVECE APPLAUDE: “UN SINDACO ILLUMINATO”

Pane, dunque, tutto solo? Non proprio. Oltre – come già scritto in precedenza – al sostegno incondizionato della sua giunta e dei suoi consiglieri comunali, ha incassato il sostegno di Carlo Calenda, che tre giorni fa sui propri profili social si è complimentato per la decisione dell’autocandidatura. « Questa è davvero una buona notizia. Finalmente anche in Italia un Sindaco illuminato comprende che ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi è una scelta sicura e rappresenta un’opportunità per il lavoro e le compensazioni che ne deriveranno. Complimenti. Non si capisce invece a che titolo o con quale competenza tecnica o giuridica l’arcidiocesi di Vercelli abbia deciso di opporsi», ha scritto il leader di Azione.


Andrea Borasio

Nato nel 1967 a Vercelli, ha collaborato con il bisettimanale "La Sesia", con il mensile "La Grinta", con il quotidiano "La Provincia" e, prima di essere Responsabile Editoriale di "Vercelli Notizie", con il settimanale "Notizia Oggi Vercelli" in qualità di redattore. E' stato anche addetto stampa di diverse società sportive vercellesi. Autore del libro "Le risaie in discesa - I vercellesi sugli sci".

Related Posts