Politica

Confronto tra candidati a sindaco: le “pagelle” della serata

Scherzando… ma non troppo

VERCELLI – Un confronto tra i sette candidati a sindaco, quello andato in scena lunedì 13 maggio, nella splendida cornice del Seminario, che ha ricalcato, a grandi linee, quello della settimana precedente (organizzato da CNA e giornale La Sesia). Toni pacati, concetti conosciuti e poco entusiasmo. Questa la serata. C’erano tutti, i candidati: Gabriele Bagnasco, Andrea Corsaro, Roberto Scheda, Michelangelo Catricalà, Fabrizio Finocchi, Carlo Olmo e Valentina Bruson. La candidata del Movimento 5 Stelle era alla sua prima uscita pubblica in città.

Nulla di straordinario, dunque. Come sempre accade in questo tipo di eventi, contraddistinti per lo più da propaganda. Nulli, o quasi, i programmi elettorali. C’è chi ha utilizzato (molto) il “politichese”. Chi ha snocciolato dati che ormai in città conoscono anche le pietre. Chi ha rivangato il passato. Chi ha utilizzato la serata, che era organizzata dai SiAmo Vercelli, per uno show personale. Insomma, come sempre, i confronti servono a poco e non spostano un solo voto.

Alcune sottolineature. Partendo dal gran numero di persone che sono intervenute. Dal punto di vista organizzativo l’obiettivo è stato centrato. Bravo il giornalista Stefano Saladin (una certezza per eventi del genere). Mai prono, sempre imparziale, ironico e pungente. Si è parlato di ambiente, di verde, di occupazione, di giovani. Si è anche toccato il tema del piano Kipar e di tutte le conseguenze – positive e negative – che potrà avere sul futuro della città.

Sono state poste, ai candidati, anche le due domande che l’organizzazione aveva richiesto alla nostra redazione. La prima riguardava la situazione degli impianti sportivi cittadini (“Vercelli e gli impianti sportivi. La città a oggi non ha un palazzetto dello sport degno di questo nome. Il Pala Pregnolato è chiuso da mesi al pubblico. Il Campo Coni è privo di illuminazione notturna. Lo skate park è ancora un cantiere a cielo aperto. Ci sono campi di calcio di proprietà comunale in condizioni indegne. Sono molte le società sportive che hanno enormi difficoltà nella gestione dei costi ma, soprattutto, nel trovare strutture idonee dove potersi allenare e giocare. Cosa intendete fare in questo settore?”); la seconda il futuro della RSA di piazza Mazzini (“La casa di riposo di Piazza Mazzini necessita di interventi strutturali e organizzativi immediati. Il problema si trascina ormai da anni. Potrebbe (e dovrebbe) essere un fiore all’occhiello della città (che, ricordiamolo, è uno dei capoluoghi di provincia più vecchi – a livello anagrafico – di tutto il Piemonte). Cosa intendete fare per far “rinascere” la RSA?”). Risposte chiare, su entrambi i quesiti, non ne sono arrivate. Anzi, il sindaco uscente Andrea Corsaro, sugli impianti sportivi ci ha pure bacchettati. Sbagliando (ma il perché lo spiegheremo nei prossimi giorni).

Abbiamo, quindi, voluto dare le pagelle, come si usa nel calcio, alla serata. Cercando di scherzare (ma non troppo).


LE PAGELLE

Organizzazione (SiAmo Vercelli): 9,5 – Posti a sedere esauriti ben prima delle 21. Moderatore piacevole. Peccato solo per l’impianto acustico.

Valentina Bruson (Movimento 5 Stelle): 6 – Timida.  Prima uscita pubblica vercellese. Emozionata. Conosce poco della città. Perciò non ci si poteva attendere troppo. Peccato per il mancato rispetto nei suoi confronti da parte di una buona parte di pubblico. “Cosa vuoi che ne sappia di Vercelli, questa…”. Come se tutti quelli seduti ad ascoltare conoscessero tutto, ma proprio tutto, di Vercelli.

Gabriele Bagnasco (Partito Democratico – Lista civica “Bagnasco Sindaco” – Alleanza Verdi Sinistra): 7.5 – Signorile.  Hanno provato a innervosirlo. Fallendo. Ha rimandato al mittente, con il proverbiale stile che lo contraddistingue, le poche “frecciate” che gli sono arrivate. E’ stato protagonista, con Roberto Scheda, dell’unico “duello” della serata. Finito sostanzialmente in parità. Ah, era seduto su una poltrona rossa. Guarda il caso…

Michelangelo Catricalà (Uniti per Vercelli – Catricalà Sindaco): 7 – Istrionico. Unico, con Olmo, tra i candidati, senza cravatta. Però ha abbandonato, per una sera, il cappellino, stile baseball. Si deve essere confuso, pensando di stare in consiglio comunale, visto che  a ogni domanda che gli veniva posta, corrispondeva la richiesta di minutaggio. Ci mette sempre grande cuore negli interventi. Perderà voti tra i tifosi della Pro Vercelli: per lui è ora di finirla di pagare alla acqua, luce e gas.

Andrea Corsaro (Corsaro Sindaco): 6/7. Scontato. Come Catricalà, pensava, forse, di essere in consiglio comunale. E infatti ha esclusivamente snocciolato dati, numeri, piazze, via, parcheggi, viali… Cose che da mesi ripete, in Comune. Poco empatico. Ma questo lo si sapeva già. Poco feeling con il pubblico. Ma anche questo lo si sapeva già. Più sorridente del solito. E questa è una novità.

Roberto Scheda (Lega – Forza Italia – Fratelli d’Italia): 7.5 – Elettorale. Si è espresso forse troppo in “politichese” (nel senso che ha “girato” molto sulle domande, senza entrare troppo nel merito) ma è comunque piacevole sentirlo parlare. Ha avuto uno scatto, certamente non da 80enne, quando Bagnasco lo tirato per la giacca, sul “caso Vannacci”. Sembrava, anzi, un 20eenne incazzato come quando la sua squadra del cuore subisce un goal al 90°. Pronto per battagliare.

Fabrizio Finocchi [Azione – Stati Uniti d’Europa (Italia Viva, +Europa, Socialisti e Libdem)]: 8 – Sontuoso. A nostro parere il migliore della serata. Preparato. Conciso, Attento. Diretto. Accorto.  A ogni domanda, una risposta (quasi) perfetta. Sempre con idee e progetti. Ci aggiunge anche dati incontrovertibili e una buona dose di savoir faire. Che non guasta mai. Anzi. Avevano forse ragione quelli che lo indicavano, in tempi non sospetti, come il sindaco ideale per Vercelli?

Carlo Olmo (Olmo Sindaco): 6.5 – Sornione. Molto diverso da quello che siamo abituati a vedere nei video social. Quasi in difesa. Immancabile il cappellino. Un pregio, non si dilunga nelle risposte. Ha iniziato in largo anticipo la campagna elettorale. E’ come un ciclista in fuga. Adesso “respira”. Poi lancerà, probabilmente, lo sprint finale

Emanuele Pozzolo: 10 – Presente (che, a scanso di equivoci, non ha alcun riferimento politico). C’era anche lui. In un angolo. Ma c’era. Ha assistito al dibattito per pochi minuti, da dietro le quinte. Senza paura…

Pubblico: 6 – E’ una media: 8 a coloro che hanno seguito il dibattito con educazione, rispetto e senza commentare ad alta voce; 4, invece, a coloro che hanno commentato ogni sospiro dei candidati avversari. Ad alta voce. Disturbando gli altri,  senza alcun riguardo.


Questi confronti pubblici non spostano un solo voto. Anche perché il pubblico è per lo più composto da candidati. Bisognerebbe tornare alle vecchie “tribune elettorali”. Noi ci mettiamo a disposizione.


Andrea Borasio

Nato nel 1967 a Vercelli, ha collaborato con il bisettimanale "La Sesia", con il mensile "La Grinta", con il quotidiano "La Provincia" e, prima di essere Responsabile Editoriale di "Vercelli Notizie", con il settimanale "Notizia Oggi Vercelli" in qualità di redattore. E' stato anche addetto stampa di diverse società sportive vercellesi. Autore del libro "Le risaie in discesa - I vercellesi sugli sci".

Related Posts