Gorizio Lo Mastro protagonista, a gennaio, a Parigi

“Autilia”, il 12 e 13 gennaio 2026
VERCELLI – “Autilia” – Quando la maternità diventa luce che ritorna. C’è un luogo dell’anima in cui l’arte non racconta, ma ricorda. Ricorda una carezza, un respiro, un nome sussurrato piano. Un luogo fatto di origine e ritorno, dove ogni ombra conserva tracce di luce. È qui che nasce Autilia, l’opera di Gorizio Lo Mastro: non un ritratto, ma un invito a entrare nella memoria più antica e universale, quella della madre. Madre non come figura, ma come radice. Madre non come volto, ma come presenza silenziosa, eterna e generativa. Madre come primo sguardo, primo respiro, prima luce. L’opera vive tra assenza e apparizione, tra ombra e bagliore, come se la maternità fosse uno spazio sacro dove l’immagine non si vede: si sente.
IL 12 E 13 GENNAIO A PARIGI
Autilia approda a Parigi, dove i linguaggi dell’arte si intrecciano e si rinnovano come respiri antichi. Sarà presentata il 12 e 13 gennaio all’Auditorium del Museo Picasso, nel cuore visionario della città, luogo in cui le forme sono state spezzate per rinascere nuove. Dal 10 al 14 gennaio, vivrà anche alla Galleria Thuillier, nel pulsare vivo di Le Marais, in una video esposizione che trasforma lo sguardo del visitatore in attesa, ascolto, cammino.
LO MASTRO, LA BIOGRAFIA
Gorizio Lo Mastro è nato a Calvi Risorta nel 1974. Vive e lavora a Vercelli, dove insegna Arte e Immagine. Fotografo e artista visivo, è conosciuto come il fotografo delle ombre, perché nelle sue opere la luce non illumina soltanto: rivela, trattiene, custodisce. Le sue immagini abitano il confine tra corporeità e astrazione, memoria e spiritualità. Hanno viaggiato in città che sono crocevia tra visione e storia: Milano, Roma, Venezia, Roma,Napoli,Palermo,Genova, Ferrara,Sanremo, Verona, Bruxelles,Bruges, Barcellona, Los Angeles, Pechino, New York, Mosca, Berlino, Alicante, Dubai,Monaco, Montecarlo, Atene per citarne alcune.
Le sue opere non si limitano a essere viste: chiedono di essere ascoltate. Autilia è una di queste. È un omaggio alla madre, sì. Ma soprattutto, è il respiro di ogni madre che non finisce mai, ma ritorna e rifiorisce riportando Luce dove c’è Buio.



