Cronaca

Aggressione a Vercelli: D’Uonno confessa – Ora è in carcere

Ci sarebbero alcuni nuovi particolari sull’episodio

VERCELLI – Avrebbe confessato tutto Mario D’Uonno, il 53enne che ieri mattina, lunedì 4 giugno, ha prima aggredito e poi dato fuoco a Simona Rocca, 40enne, commessa all’Oviesse di Vercelli. L’interrogatorio, presso la Procura del tribunale di Vercelli, è durato parecchie ore. L’uomo avrebbe ammesso di aver tentato di uccidere la vercellese in preda a un “folle impulso”. In serata D’Uonno è stato trasferito nella casa circondariale Billiemme di Vercelli.

Il divieto di avvicinarsi a Simona

Nel frattempo emergono alcuni particolari che fino a ieri erano sconosciuti. Tra questi anche il fatto che sabato scorso, 2 febbraio, sarebbe stato emesso dal Gip del tribunale di Vercelli il divieto di avvicinarsi a Simona Rocca. Il provvedimento,che non è ancora stato notificato all’uomo, arrivava dopo la denuncia per stalking che la donna aveva sporto, insieme al marito, alcune settimane fa. Potrebbe essere questo l’episodio che ha scatenato la follia del 53enne che entro poche settimane avrebbe dovuto presentarsi di fronte al giudice per difendersi dalle pesanti accuse. Come avevamo già anticipato ieri, in uno degli articoli pubblicati, D’Uonno avrebbe picchiato violentemente la donna prima di gettare del liquido infiammabile sull’auto nella quale Simona si era poi rifugiata. Ci sarebbero, poi, anche alcuni testimoni che hanno assistito alla drammatica scena e le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza della zona a inchiodare D’Uonno.

Avevano lavorato nello stesso posto

Altra notizia raccolta nelle ultime ore: l’aggressore avrebbe lavorato per un lungo periodo, come guardia giurata, proprio all’Oviesse di Vercelli. Proprio in quel periodo avrebbe conosciuto Simona Rocca, perdendo completamente la testa per lei. L’aggressione di ieri mattina sarebbe comunque stata pianificata in quasi ogni aspetto. La certezza arriverebbe dal fatto che l’uomo aveva il liquido infiammabile sulla propria auto, che sarebbe arrivato da Lodi (dove lavorava nell’ultimo periodo) nelle prime ore della mattinata di lunedì 4 febbraio e, particolare non ininfluente, che era a conoscenza che questa mattina ci sarebbe stato poco “traffico” nella zona del parcheggio del centro commerciale perché i dipendenti avrebbero dovuto ultimare l’inventario. In altre parole non ci sarebbe stato alcun cliente. Il resto è, purtroppo, noto a tutti, ormai: il girovagare per quasi due ore tra la provincia di Vercelli e quella novarese; la decisione di costituirsi recandosi alla Questura di Novara.

La donna in coma farmacologico

Le condizioni di Simona Cappa, sposata e madre di due figli, rispettivamente di 10 e 15 anni, restano molto gravi. La donna, ricoverata al CTO di Torino, ha ustioni sul 50% del corpo. In particolare rimasta investita dalle fiamme sul viso, sul collo e sulle gambe. Il 10/15% delle ustioni è di terzo grado e si trova in coma farmacologico.

05/02/2019 – 01,05

Andrea Borasio

Nato nel 1967 a Vercelli, ha collaborato con il bisettimanale "La Sesia", con il mensile "La Grinta", con il quotidiano "La Provincia" e, prima di essere Responsabile Editoriale di "Vercelli Notizie", con il settimanale "Notizia Oggi Vercelli" in qualità di redattore. E' stato anche addetto stampa di diverse società sportive vercellesi. Autore del libro "Le risaie in discesa - I vercellesi sugli sci".

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