Addio a Massimo Caccavo, “lavandé” del Cervetto con la Pro nel cuore

Aveva 59 anni – Martedì 26 novembre i funerali
Vercelli (24/11/2019 – 12,20) – Per tutti era il “Lavandé”, la maschera del rione Cervetto. Oggi Vercelli si è svegliata con il cuore gonfio di tristezza e di commozione apprendendo la notizia della morte di Massimo Caccavo, scomparso all’età di 59 anni, nella notte tra sabato 23 e domenica 24 novembre, all’ospedale S. Andrea. Era ricoverato da qualche giorno per il progressivo aggravarsi della malattia contro la quale stava combattendo con tutte le sue forze. Alle 5 di questa mattina, come ha annunciato il figlio Davide sui social, il suo cuore ha smesso di battere. Massimo Caccavo, dipendente dell’Asl di Vercelli, era una figura storica del Carnevale vercellese. Negli anni durante i quali ha vestito i panni del Lavandé ha accompagnato centinaia di amici nel viaggio allegorico, facendo da guida ai più giovani. Ha avuto il grande merito di tramandare i valori del Carnevale a molte generazioni, mettendosi sempre a disposizione e cercando di impersonificare al meglio, riuscendoci, la figura del Lavandé. La passione, però, più genuina e viva per Massimo Caccavo era il calcio, in particolar modo la “sua” Pro Vercelli. Da anni seguiva le vicende delle bianche casacche, sia al “Silvio Piola”, sia in trasferta. Sempre presente in Curva Ovest, con felpa e sciarpa, Caccavo aveva, anche in questo caso, come per il Carnevale, tramandato l’amore per la Pro agli altri. In particolar modo al figlio Davide, che ha fatto, con il tempo, di quella maglia una seconda famiglia. Per anni ha anche seguito le gesta dell’hockey vercellese. Ecco, Massimo Caccavo era semplicemente questo, uomo di valori spontanei, genuini e antichi. Vercelli per lui era davvero la “sua” città, con pregi e difetti, con tradizioni e storia. Mancherà, Massimo, a tutti quelli che lo hanno conosciuto e vissuto. Mancherà per la sua innata simpatia, per il suo esserti amico, per il suo immenso cuore. Mancherà perché, dote ormai rara, era disinteressato quando faceva qualcosa per gli altri. Non cercava secondi fini. Voleva esserti amico e ci riusciva, sempre. Ieri la “sua” Pro gli ha regalato l’ultima emozione, in una partita che gli sarebbe piaciuta moltissimo. E, ne siamo certi, sarebbe stato al suo posto, in curva, a esultare per quelle maglie bianche che si portato via, nel cuore.
Il Santo Rosario verrà recitato domani, lunedì 25 novembre, alle 17, presso la camera ardente dell’ospedale S. Andrea. Il funerale, invece, si svolgerà martedì 26 ovembre, alle 10, in Duomo.
All’amico Davide le più sentite condoglianze (a.b.)



