Autoscuola chiusa perché viola decreto Covid-19: parla il titolare

“Non è vero che c’erano 18 persone in ufficio”
Vercelli (14/03/2020 – 18,32) – «Non è andata esattamente come è stato riportato nel vostro e in altri articoli». Il titolare dell’autoscuola di Vercelli, finita al centro della cronaca per aver continuato a lavorare nonostante il divieto del decreto governativo, vuole fare chiarezza su quanto accaduto. Ci ha contattati telefonicamente nel primo pomeriggio, spiegandoci con estrema tranquillità quanto, secondo lui, sarebbe accaduto il giorno del blitz della Polizia Giudiziaria della Polstrada. «Al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine – dice – all’interno della sede era presente un solo cliente, mentre all’esterno c’erano al massimo due clienti in attesa. Durante il controllo della Polizia Stradale sul marciapiede le persone che attendevano di entrare per la visita medica per il rinnovo della patente sono aumentate, come ovvio, ma non è vero che negli uffici erano presenti 18 persone». Continua il titolare: «Avevamo calcolato un tempo di circa 15 minuti per ogni visita per cui il numero di persone in attesa era previsto aumentasse. Ripeto, non è corrisponde al vero che all’interno dell’autoscuola c’erano così tante persone come è stato riportato». C’è di più, in questa vicenda, perché non si capisce bene se le autoscuole possano, o meno, restare aperte e lavorare, come ci spiega il titolare: «Il comunicato ufficiale dell’Unasca e Confarca (che ci è stato inviato via mail – ndr) dice che non si ritiene inibita l’operatività degli studi di consulenza automobilistica. Dice anche che è una libera scelta del titolare lavorare o meno ma che è comunque possibile, ad esempio, rinnovare le patenti. La circolare è datata 12 marzo. Noi ci siamo attenuti a questo documento. Non pensiamo, perciò, di aver violato la legge in vigore in questo particolare momento».





