APRC fa causa al Comune e vuole indietro 292mila euro

L’Amministrazione si costituisce in giudizio
Vercelli (12/06/2020 – 11,40) – Era prevedibile ed è accaduto. Il “caso” APRC finisce in Tribunale. La notizia arriva direttamente dal Comune di Vercelli, dopo la pubblicazione della costituzione in giudizio approvata dalla giunta nella seduta avvenuta questa settimana. APRC ha infatti presentato, lo scorso 6 maggio, ricorso al Tribunale di Vercelli “per accertare e dichiarare che il contratto preliminare, oggetto di causa, ha perso efficacia ai sensi e per gli effetti dell’articolo 5.2 dello stesso”. In pratica, alla luce della rescissione del contratto preliminare che prevedeva la costruzione di tre capannoni su una superficie di circa 400mila metri quadri nell’area industriale della città, a Larizzate, APRC richiede la restituzione di 291.700 euro. La somma era stata versata dalla società francese a titolo di caparra, presso un notaio di Torino, per l’acquisto dei terreni. Il Comune di Vercelli, dal canto suo, ha deliberato di costituirsi in giudizio contro il ricorso presentato da APRC.
Occorre sottolineare che il Comune di Vercelli, in data 13 gennaio (Protocollo numero 0002776), avendo ritenuto «definitivamente improduttivo di effetti il noto contratto preliminare», segnalava ad APRC che «ci accingiamo a chiedere al Notaio depositario il rilascio a nostro favore dell’importo di € 291.700,66, già vincolato a titolo di caparra confirmatoria». Il giorno prima, 12 gennaio, era stata APRC a richiedere la restituzione dei quasi 300mila euro versati a titolo di caparra per l’acquisto dei terreni di Larizzate. Decisione, quest’ultima, motivata da temi che tratteremo nei prossimi giorni, con tanto di documentazioni, mail e progetti.
La vicenda della restituzione della somma ebbe, il 21 gennaio, anche l’intervento del Notaio che detiene la caparra. Scriveva, infatti, “Leading Law – Notai e Avvocati” di Torino (ma con uffici in altre 10 città italiane, tra le quali Milano, Roma, Venezia, Firenze): «Con riferimento alla somma da me custodita in deposito e facendo seguito alla fitta corrispondenza intervenuta nei giorni appena trascorsi, tenuto conto che io sottoscritto notaio depositario ho ricevuto una richiesta disgiunta di svincolo della somma da parte di APRC a cui è seguita – entro i 10 giorni successivi – una contestazione da parte del Comune di Vercelli, con la presente comunico che (in adempimento dell’incarico conferitomi) provvederò a trattenere la somma a disposizione di chi risulterà l’avente diritto a seguito di accertamento da parte dell’Autorità Giudiziaria; il tutto salve diverse istruzioni congiunte da parte Vostra». Missiva, quest’ultima, inviata sia al Comune di Vercelli, sia ad APRC. (a.b.)



