“Tutti gli scritti di Jim Morrison” alla Mondadori di Vercelli

Domani, giovedì 20 ottobre, la presentazione del volume scritto da Bertoncelli e Cilfone
VERCELLI (19.10.2022 – 12.06) – Alla Libreria Mondadori di Vercelli, giovedì 20 ottobre, alle 17,30, verrà presentato il libro “Tutti gli scritti di Jim Morrison”, edito da Rizzoli. All’evento presenzieranno gli autori del volume, Riccardo Bertoncelli (giornalista, critico musicale e curatore dell’opera) e Paolo Cilfone (giornalista e autore teatrale).
“La vera poesia apre tutte le porte. E voi potete passare per quella che preferite. La poesia mi attira perché è eterna. Finché ci saranno delle persone, ci sarà gente in grado di ricordare parole e combinazioni di parole. Poesie e canzoni potrebbero essere le uniche cose in grado di sopravvivere a un olocausto” (Jim Morrison).
Il volume costituisce la prima antologia integrale e ufficiale degli scritti (editi e inediti) di Jim Morrison. E una raccolta di straordinario valore documentale, che permette di scoprire la talentuosa e instancabile personalità artistica di un protagonista della musica del Novecento.
La pubblicazione è l’esito di un impegnativo progetto editoriale realizzato in collaborazione con l’Estate di Jim Morrison e grazie al fondamentale appoggio di Anne Morrison, ispirata da un illuminante appunto lasciato da Jim pochi giorni prima di morire, nel luglio 1971: si intitolava Plans for a Book (Piani per un libro) e rivelava come l’inquieto artista sognasse e lavorasse con lo scopo dichiarato di pubblicare l’intera sua produzione poetica. Il risultato sono queste quasi seicento sorprendenti pagine, in cui ritroviamo poesie e canzoni già note e amate dal grande pubblico ma anche un tesoro di altri testi fra cui versi di canzoni pensate e mai registrate, appunti, racconti scritti a mano selezionati da ben ventotto agende rintracciate dopo la sua morte – oltre a centosessanta tra disegni e foto, inclusi rari ritratti di famiglia. Perché Jim Morrison è stato il leggendario frontman dei Doors, ma il suo cuore era dedito alla scrittura e lui prima di tutto si sentiva un poeta – “un grande poeta americano”, come avrebbe riconosciuto e chiosato anni dopo Fernanda Pivano. Prefazione di Tom Robbins.



