“Parco Camana riaperto? Meglio richiuderlo: è una foresta sporca…” – Fotogallery

Le (tante) lamentele dei vercellesi
Vercelli (24/05/2020 – 11,26) – “Per aprirlo in queste condizioni, era meglio tenerlo chiuso”. “E’ una vergogna. E’ impossibile pensare di aprire un parco in questo stato”. Sono solo alcuni dei commenti, al vetriolo, che i vercellesi hanno pubblicato sui social e, come nel nostro caso e in altri, inviato a testate e blog, per denunciare il loro sconcerto quando sono entrati in Parco Camana.
Un parco, come tutti gli altri della città, riaperto ieri, sabato 23 maggio, al pubblico, dopo il lockdown delle settimane precedenti. Peccato che la situazione, all’interno dell’area, fosse a dir poco vergognosa.
«Erba alta, rifiuti, sacchetti dell’immondizia sparsi in molti angoli, rami di alberi caduti e lasciati in mezzo al passaggio pedonale – scrive un lettore – Insomma, un disastro. Se questo voleva dire riaprire il parco ai vercellesi, allora era meglio tenerlo chiuso».
Una mamma ci ha, invece, scritto a chiare lettere che «non ci andrò più in parco Camana. Ieri ero andata per fare sfogare, dopo settimane di clausura, mio figlio ma era impossibile. In ogni punto del parco c’era sporcizia, erba altissima, uno schifo. Per metterlo a disposizione dei vercellesi in questo stato, era meglio tenerlo chiuso e prima pensare a pulirlo».
Le foto che pubblichiamo non lasciano spazio alla fantasia. Parco Camana è in uno stato di completo abbandono, nonostante il crogiolarsi di assessore e dei suoi seguaci social. Vengono postate le foto del taglio di verde, è vero. Peccato non venga fatto altrettanto per tutte quelle zone che paiono più una foresta che altro. Come hanno scritto in molti, tutti comprendiamo lo stato di emergenza che stiamo vivendo e che (magari) ci sono cose più importanti da mettere in cantiere, ma aprire i parchi cittadini senza aver provveduto a una pulizia generale pare l’ennesimo errore di una amministrazione confusa. La speranza è che si provveda al più presto a fare qualcosa per Parco Camana. Non tanto per pubblicare poi le fotografie con l’hashtag #fattienonparole, quanto per dare ai cittadini (che sono, poi, elettori e che con le loro tasse pagano gli stipendi agli amministratori) un bene comune in condizioni decenti. Appunto: fatti e non parole. (foto pgc A. Cantarella e R.A.)



